Il burro: l'inganno del "tradizionale"

Il burro è stato consumato sulle tavole europee per almeno mille anni, considerato sinonimo di qualità e naturalità. Negli ultimi decenni però una narrazione ha preso piede: il burro è "più naturale" della margarina e dunque migliore. La realtà è diversa. Il burro contiene dal 50 al 62% di grassi saturi, quelli che aumentano il colesterolo LDL nel sangue. Una colazione con due fette di pane imburrate apporta circa 7-8 grammi di grassi saturi, pari a quasi la metà della dose giornaliera consigliata per un adulto.

Gli italiani consumano ancora circa 2,5 chili di burro pro capite all'anno, secondo dati Assolatte. Il burro contiene colesterolo (215 mg per 100 grammi) e acidi grassi a catena corta che stimolano il fegato a produrre più colesterolo. Uno studio del 2020 pubblicato su riviste di cardiologia ha evidenziato che sostituire 14 grammi di burro al giorno con oli vegetali riduce il rischio cardiovascolare del 5% annuo.

Non è una questione di demonizzare il burro, ma di quantità e frequenza. Chi ha il colesterolo alto dovrebbe usarlo occasionalmente e in minime quantità, preferendo ali vegetali come l'olio extravergine d'oliva o l'olio di semi. Una colazione con burro quotidiana peggiora progressivamente il profilo lipidico, specialmente se associata ad altri cibi ricchi di grassi saturi.

Cosa fare con il burro

Latte intero e formaggi da colazione

Il latte intero contiene il 3,5-4% di grassi saturi e 10 mg di colesterolo ogni 100 millilitri. Una tazza di latte intero a colazione apporta circa 150 calorie di cui un terzo proviene da grassi saturi. Il latte scremato riduce questi valori dell'80%. Chi ha la pressione alta o colesterolo elevato dovrebbe scegliere latte scremato o parzialmente scremato.

Formaggi come grana padano, parmigiano e pecorino sono spesso consumati a colazione, magari grattugiati su pane tostato. Questi formaggi contengono 25-30 grammi di grassi saturi ogni 100 grammi. Anche piccole quantità di formaggio a colazione si sommano rapidamente ai grassi saturi della giornata. Il consiglio pratico è limitare il formaggio a colazione a una volta ogni due settimane, preferendo al suo posto ricotta scremata o crescenza magra.

Cereali zuccherati e biscotti confezionati

I cereali per la colazione zuccherati, pubblicizzati come "integrali" o "con vitamine", contengono spesso 25-35% di zuccheri semplici. Questo non aumenta direttamente il colesterolo, ma aumenta i trigliceridi nel sangue, un fattore di rischio cardiovascolare quanto il colesterolo LDL. I picchi di glucosio mattutini inoltre stimolano il pancreas a produrre più insulina, favorendo l'immagazzinamento di grassi nel fegato, che a sua volta produce più colesterolo.

I biscotti confezionati da colazione contengono grassi idrogenati o parzialmente idrogenati in misura variabile. Etichette come "senza grassi trans" sono fuorvianti perché la soglia legale permette quantità significative. Uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità del 2018 ha rilevato che il 40% dei biscotti commerciali superava i valori consigliati di grassi saturi per porzione.

Come riconoscerli e sostituirli

Latte di cocco e prodotti "tropicali"

Il latte di cocco, presente in molti caffè e bevande per colazione, contiene il 5-6% di grassi saturi. È più concentrato del latte intero. Chi consuma quotidianamente un cappuccino con latte di cocco ingerisce circa 20 grammi di grassi saturi in una sola bevanda. I succhi di frutta confezionati, spesso abbinati a colazione, contengono grassi trans nei conservanti e zuccheri pari a 25-30 grammi per bicchiere, aggravando il profilo lipidico.

Prosciutto crudo e insaccati

Una fetta di prosciutto crudo contiene 5-7 grammi di grassi, di cui il 40% saturi. Consumato quotidianamente a colazione, aggiunge rapidamente grassi saturi alla dieta. Mortadella, speck e pancetta hanno percentuali ancora superiori. Gli insaccati contengono anche sodio e nitriti, che peggiorano l'ipertensione spesso associata al colesterolo alto.

Inizia dalla colazione se vuoi abbassare il colesterolo. Sono bastano 2-3 settimane di cambio abitudinario per vedere i primi risultati nei valori ematici. Non servono rinunce estreme: yogurt greco, frutta secca non salata, uova bollite, pane integrale e oli vegetali trasformano il pasto mattutino in un'arma di protezione cardiovascolare.