La pressione arteriosa non è stabile. Cambia minuto per minuto a seconda di stress, attività fisica, postura e anche della stagione. Con l'arrivo della primavera molte persone notano un aumento della pressione o una variazione nei valori abituali. Non è una casualità: le stagioni influenzano davvero il sistema cardiovascolare, anche se questa relazione non è ancora completamente compresa dai medici. Una credenza diffusa sostiene che in primavera la pressione salga sempre, quasi una regola universale. In realtà avviene il contrario: in media, durante i mesi primaverili e estivi la pressione tende a calare, mentre in autunno e inverno tende a salire. Chi nota un aumento in primavera spesso lo attribuisce a fattori locali: allergie, ansia da cambiamento stagionale, variabilità meteo.

Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, circa il 30% degli italiani adulti soffre di ipertensione, con valori superiori a 140/90 mmHg. Gli studi epidemiologici mostrano oscillazioni stagionali di circa 5-10 mmHg sia per la sistolica che per la diastolica. In primavera, il carico di pressione dipende principalmente da tre parametri: la temperatura esterna (che provoca vasodilatazione e riduzione della pressione periferica), l'umidità dell'aria (che incide sul volume del plasma sanguigno) e le ore di luce (che regolano i ritmi circadiani e la secrezione di cortisolo). Inoltre, l'attività fisica aumenta naturalmente con il bel tempo, fattore che nel lungo termine abbassa i valori pressori.

Quello che accade in primavera è una complessa cascata di cambiamenti fisiologici. Le temperature più mani provocano vasodilatazione: i vasi sanguigni si rilassano per dissipare il calore corporeo, riducendo la resistenza vascolare periferica e quindi la pressione. Contemporaneamente, l'aumento delle ore di luce stimola la riduzione della melatonina e modula la secrezione di cortisolo, l'ormone dello stress. Uno studio pubblicato nel 2018 dal Dipartimento di Cardiologia dell'Università di Brescia ha dimostrato che questa variazione stagionale è più marcata nei pazienti già ipertesi, specialmente in quelli che non assumono farmaci antipertensivi in modo regolare. Per chi soffre di pressione alta, la primavera rappresenta spesso un momento di miglioramento, anche se alcune persone possono sperimentare il contrario a causa di allergie o ansia.

Quando e come misurare la pressione in primavera

In primavera, se noti che la tua pressione è calata rispetto ai mesi invernali, non diminuire autonomamente i farmaci. Contatta il tuo cardiologo per valutare insieme se c'è davvero spazio per una riduzione del dosaggio. L'adattamento del corpo alla stagione richiede una gestione attenta, soprattutto se assumi antipertensivi. Molti pazienti beneficiano di una registrazione almeno mensile dei propri valori per permettere al medico di aggiustare la terapia in base ai dati reali, non sulle sensazioni.