La pressione arteriosa non resta costante durante la giornata: segue un ritmo naturale legato ai cicli ormonali e nervosi del corpo. Tra le 6 e le 9 del mattino, per il 40-50% degli ipertesi, la pressione raggiunge picchi superiori a 140/90 mmHg. I medici chiamano questo fenomeno "morning blood pressure surge" o surge mattutino. Non è una cosa rara né, di per sé, una malattia: è il modo in cui il corpo si prepara a svegliarsi. Ma quando il picco è marcato, il rischio cardiovascolare cresce, e molte persone credono erroneamente che sia sufficiente misurare la pressione a metà mattinata per avere il quadro completo.

In Italia, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, l'ipertensione arteriosa riguarda circa il 30% degli adulti, e la maggior parte non ne controlla gli episodi mattutini. Durante le prime ore dopo il risveglio il corpo rilascia cortisolo e adrenalina, due ormoni che aumentano naturalmente la frequenza cardiaca e la pressione. La disidratazione notturna, l'interruzione della terapia farmacologica durante la notte e l'accumulo di sali nel corpo accentuano questo effetto. Chi soffre di apnee notturne, ha disturbi del sonno o è in sovrappeso tende a registrare surge mattutini più accentuati.

Il problema non è il rialzo stesso, ma la sua intensità e la frequenza con cui si ripete. Uno studio pubblicato nel 2015 evidenziò che chi ha un surge superiore a 35 mmHg ha un rischio di ictus aumentato del 40% rispetto a chi ha picchi moderati. La causa risiede nel maggior stress meccanico sulle pareti arteriose: il cuore pompa con più forza, gli endoteli si infiammano, e nel tempo si accumula danno vascolare. Non tutti gli ipertesi hanno il surge: dipende dalla risposta individuale agli ormoni e dal controllo della terapia notturna.

Cosa fare nelle prime ore della mattina

Non serve aspettare ore o cambiare radicalmente stile di vita da un giorno all'altro. Piccoli gesti nelle prime ore contano più di quanto pensi. Se il surge persiste nonostante queste azioni, rivolgiti al tuo medico per verificare se è necessario aggiustare la terapia o escludere apnee notturne.