La liquirizia è diventata popolare come rimedio naturale per il mal di gola, l'acidità gastrica e l'infiammazione intestinale. Pastiglie, tisane e caramelle alla liquirizia si trovano in farmacia, erboristeria e persino al supermercato. Ma sotto questa reputazione tranquilla si nasconde un effetto collaterale che la ricerca medica documenta da decenni: l'aumento della pressione arteriosa. Non è un fenomeno raro, né marginalità. Riguarda specificamente chi soffre già di ipertensione o assume farmaci per la pressione.

Il responsabile: la glicirrizina

La radice di liquirizia contiene circa 50 composti diversi. Tra questi, la glicirrizina è la molecola più attiva dal punto di vista farmacologico. La glicirrizina agisce sul sistema renale, alterando il modo in cui i reni gestiscono il sodio e il potassio. Quando consumi liquirizia, la glicirrizina riduce l'escrezione di sodio e aumenta la perdita di potassio. Questo squilibrio elettrolitico ha una conseguenza diretta: la ritenzione di liquidi e l'aumento della pressione sanguigna.

Il meccanismo non è teorico. Studi clinici hanno mostrato che consumi regolari di liquirizia, anche in quantità moderate, possono elevare la pressione di 5-10 millimetri di mercurio in individui sensibili. Per chi soffre già di ipertensione, questo incremento non è trascurabile.

Chi corre il rischio maggiore

Non tutti reagiscono allo stesso modo. La sensibilità alla glicirrizina dipende da fattori individuali come l'età, la funzione renale, la predisposizione genetica e lo stato di idratazione. Però alcuni gruppi sono a rischio nettamente più alto.

Se appartieni a una di queste categorie, il consumo di liquirizia non è consigliato senza preventiva consultazione medica. Il medico può valutare se il tuo stato di salute consente un consumo occasionale oppure se è meglio evitare del tutto.

Quanto è sufficiente per creare problemi

La dose critica dipende dalla concentrazione di glicirrizina nel prodotto. Una caramella alla liquirizia contiene meno glicirrizina di una tisana concentrata o di un estratto secco. Generalmente, consumi regolari superiori a 100 milligrammi di glicirrizina al giorno possono causare effetti avversi in persone sensibili. Questo equivale a circa 20-30 grammi di radice fresca al giorno, oppure a 2-3 tazze di tè alla liquirizia consumate quotidianamente per settimane.

Il problema è che molti prodotti non indicano chiaramente il contenuto di glicirrizina. Le etichette parlano di "estratto di liquirizia" senza precisare la quantità del principio attivo. Chi soffre di pressione alta dovrebbe leggere con attenzione la composizione e, in caso di dubbio, evitare.

Cosa dicono le autorità sanitarie

L'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha riconosciuto il rischio e ha posto limitazioni su prodotti a base di liquirizia. L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) sottolinea che consumi prolungati di liquirizia richiedono monitoraggio medico, soprattutto per pazienti vulnerabili. Non è un divieto assoluto, ma un avvertimento chiaro: la liquirizia non è un rimedio neutro.

Alternativa consapevole

Se soffri di mal di gola o infiammazione gastrica, ci sono altre piante con profilo di sicurezza migliore. La camomilla, la malva, il tè alle proprietà antinfiammatorie meno problematiche per chi ha pressione alta. Oppure, se proprio vuoi usare la liquirizia, opta per versioni deglicirrizinate, cioè con il principio attivo rimosso o ridotto al minimo. Costano un po' di più, ma offrono i benefici senza il rischio pressorio.

Il consumo occasionale di una caramella alla liquirizia o di una tazza di tè ogni tanto non rappresenta un pericolo significativo per chi non ha fattori di rischio. Ma qui non si parla di eccezioni. Si parla del consumo regolare, della fiducia nel "naturale", di quella convinzione che un estratto vegetale sia automaticamente sicuro. Non è così.

Il dato sobrio che ridimensiona la moda

La liquirizia rimane un rimedio tradizionale con documentato potenziale terapeutico per certi disturbi. Però il mercato la promuove come se fosse una pianta miracolosa priva di controindicazioni. La realtà è che il suo effetto sulla pressione è scientifico, documentato, e importante. Se la usi, informati. Se hai pressione alta, parla col tuo medico prima di iniziare. La naturalità non è sinonimo di sicurezza assoluta. È uno dei tanti insegnamenti che la medicina basa su fatti, non su mode.