Marco entra in palestra martedì sera, guarda la fila al tapis roulant e si dirige dritto verso la cyclette nell'angolo più tranquillo. Non è una scelta casuale. Ha le ginocchia fragili, da anni, e sa che correre sul nastro gli farebbe male. Due mesi dopo pesa tre chili in meno. Sua moglie, invece, ha provato la stessa cyclette per sei settimane e ha abbandonato: le faceva male la schiena, si annoiava dopo dieci minuti, e preferiva il tapis roulant dove poteva guardare le persone. Oggi pesa quattro chili meno di Marco. Nessuno dei due ha sbagliato attrezzo. Hanno semplicemente scelto quello giusto per il loro corpo.

La domanda che ogni personal trainer riceve almeno una volta alla settimana è sempre la stessa: per dimagrire, è meglio la cyclette o il tapis roulant? La risposta che nessuno vuole sentire è che non esiste una risposta giusta per tutti. Quello che cambia, però, è il motivo per cui si sceglie l'uno o l'altro, e quali risultati realisticamente si possono ottenere. Non per dimagrire più velocemente, ma per dimagrire davvero, cioè per riuscire a mantenere l'abitudine nel tempo.

L'allenamento cardiovascolare con attrezzi fissi è entrato nelle palestre italiane negli anni Ottanta, insieme all'esplosione del fitness commerciale. Prima, chi voleva allenarsi lo faceva correndo per strada, in pista, o saltando la corda. La cyclette arrivò come la sofisticazione moderna dell'andare in bici, mentre il tapis roulant prometteva di fare jogging indoor senza danni alle articolazioni. In realtà, il tapis roulant è stato brevettato negli anni Sessanta da Kenneth Cooper, cardiologo e scienziato dello sport americano, per permettere a persone sedentarie di camminare e correre senza i rischi dello stress articolare della strada. La cyclette, invece, viene da lontano: ha le sue radici nelle biciclette statiche che medici inglesi prescrivevano già nel Settecento per la riabilitazione. Entrambi gli attrezzi nascono da una promessa medica, non commerciale.

I dati sugli effetti metabolici sono chiari e concordi. Uno studio del 2019 pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità ha confrontato l'efficacia cardiovascolare di cyclette e tapis roulant su un campione di 150 partecipanti sedentari per tre mesi. Il tapis roulant ha bruciato mediamente il 5% di calorie in più durante la stessa sessione di intensità moderata, ma la cyclette ha mostrato un tempo di permanenza medio superiore: chi la usava proseguiva in media due minuti più a lungo senza stancarsi. Le ricerche internazionali su adiposità e perdita di peso, dal canto loro, mostrano che la perdita di massa grassa dipende più dalla coerenza nell'allenamento che dall'attrezzo specifico. Uno studio del 2021 ha seguito 300 donne in sovrappeso per sei mesi: chi ha scelto l'attrezzo che amava di più ha perso il 60% di peso in più rispetto a chi aveva scelto quello "scientificamente superiore" ma che non tollerava.

Le credenze che non reggono

Si dice spesso che il tapis roulant faccia male alle ginocchia e alla schiena più della cyclette. Falso, o almeno incompleto. La cyclette carica le vertebre lombari in modo diverso rispetto al tapis roulant, e se la sella non è regolata correttamente, provoca dolore lombare in tre persone su dieci. Il tapis roulant, invece, trasmette impatto alle articolazioni, ma solo se la velocità è eccessiva o la tecnica di corsa è sbagliata. Un'altra credenza diffusa è che la cyclette "non faccia bruciare abbastanza" perché non sentiamo il respiro affannato come quando corriamo. In realtà, a intensità paragonabili, brucia meno calorie solo perché l'esercizio è meno "pesante" per il corpo: il peso corporeo non spinge contro la gravità. Ma questo non significa che bruci poco. Significa che la percezione dello sforzo è più bassa, e questo è un vantaggio, non uno svantaggio, per chi deve mantenerla nel tempo.

Come scegliere in pratica? Conviene partire dal corpo, non dall'attrezzo. Se si hanno problemi alle ginocchia, caviglie o menischi, la cyclette è la scelta naturale perché non richiede impatto. Se la schiena è fragile, il tapis roulant è più sicuro se camminando, meno se correndo. Se si ha problemi di postura o dolore cervicale, nemmeno la cyclette va bene: le posizioni curve favoriscono la cifosi. Se si ha poco tempo e si vuole massimizzare le calorie, il tapis roulant vince di poco, ma solo a parità di intensità. Se invece si ama l'elemento "sfida" e il divertimento dell'accelerare, il tapis roulant offre più variabilità. La cyclette conviene a chi preferisce una routine stabile e prevedibile, magari leggendo o guardando un film. Una cosa non detta mai: la cyclette è 20-30 centimetri più bassa di un tapis roulant, e questo conta per chi ha spazi ridotti in casa.

La verità invisibile è che il dimagrimento dipende meno dall'attrezzo e più dalla capacità di uno strumento di non annoiarvi dopo due mesi. Tre sessioni settimanali di cyclette per sei mesi battono sempre una settimana di tapis roulant intenso seguito da cinque mesi di inattività. I dati italiani sugli abbonamenti in palestra mostrano che in media ci si ferma al mese tre, indipendentemente dall'attrezzo. Chi sceglie in base alle proprie preferenze e alla propria biomeccanica arriva al mese sei. Non è una questione di forza di volontà, è una questione di fisica. Un corpo che non soffre e che si diverte continua a muoversi. Un corpo che soffre e si annoia si ferma.

Nessuno dei due attrezzi è "il migliore". Quello migliore è quello che userai effettivamente.