La vitamina B12 è stata scoperta nel 1926 dai ricercatori che cercavano il fattore culinario capace di curare l'anemia perniciosa. Ancora oggi molte persone credono che basti mangiare carne rossa una volta a settimana per stare a posto, ma la realtà è più complessa. Una circolazione di fake news sostiene che la B12 nei cibi vegetali (come le alghe spirulina) sia altrettanto biodisponibile di quella animale: falso. La forma attiva della B12 si trova solo in alimenti di origine animale o negli integratori specifici.

In Italia non esistono dati epidemiologici precisi sulla carenza diffusa, ma le stime internazionali parlano di 10-15% della popolazione generale con livelli borderline. Tra i vegani che non integrano, la percentuale sale sopra il 50%. La B12 è una cobalamina, una molecola che contiene cobalto: 2 microgrammi al giorno sono sufficienti per un adulto. L'assorbimento avviene nell'ileo terminale ed è legato a una proteina specifica chiamata fattore intrinseco, sintetizzata dallo stomaco. Quando questo meccanismo fallisce, nessuna quantità di carne rossa risolve il problema.

Chi rischia carenza non sono solo i vegani. Gli anziani hanno spesso atrofia gastrica che riduce il fattore intrinseco. Chi assume metformina per il diabete inibisce l'assorbimento nel 10-30% dei casi. I celiaci con malassorbimento intestinale, i pazienti con bypass gastrico, chi soffre di gastrite autoimmune: questi gruppi devono controllare i livelli almeno ogni due anni. I sintomi arrivano tardi. La stanchezza cronica è il primo campanello, seguita da formicolii alle dita e ai piedi (neuropatia periferica), alterazioni cognitive, depressione. Aspettare il macrocitismo sugli esami del sangue significa aver già aspettato troppo.

Quali esami fare davvero

Il problema principale è che molti medici si fermano al dosaggio sierico. Una B12 a 350 pg/ml con sintomi neurologici ancora non produce macrocitismo, ma è già insufficiente. Chi ha sintomi sospetti (formicolii persistenti, fatica anomala, confusione mentale) dovrebbe dosare anche acido metilmalonico e omocisteina. Il costo è modesto e distingue chi ha davvero carenza da chi sta bene.

Se hai fattori di rischio (vegano, celiaco, diabete in trattamento, gastrite autoimmune), non aspettare i sintomi. Un controllo ogni 2-3 anni previene danni neurologici irreversibili. Se i livelli sono bassi, l'integrazione funziona: supplementi orali da 1000-2000 mcg al giorno o iniezioni intramuscolariche il tuo medico prescriverà se c'è malassorbimento. La B12 è idrosolubile, gli eccessi si eliminano con le urine: non c'è rischio di tossicità.