Circa tre adulti su dieci in Italia russano durante la notte. Il fenomeno aumenta con l'età e con il sovrappeso. Ma cosa accade davvero nelle vie respiratorie quando entriamo nel sonno profondo. Durante questa fase il sistema nervoso riduce il controllo muscolare volontario, compreso quello dei muscoli della faringe. Il passaggio dell'aria diventa più difficile, le pareti della gola vibrano e producono quel suono caratteristico che conosciamo come russamento.

Come cambiano le vie respiratorie nel sonno profondo

Durante il sonno leggero, i muscoli mantengono ancora un tono abbastanza efficace. Quando entriamo nella fase di sonno profondo non REM, il rilassamento muscolare diventa più marcato. La lingua tende a scivolare all'indietro, lo spazio dietro la faringe si restringe, e il palato molle perde la sua tensione naturale. Questi cambiamenti anatomici sono del tutto normali. Il problema emerge quando il restringimento diventa eccessivo.

Il flusso d'aria non è più lineare ma turbolento. Questa turbolenza fa vibrare i tessuti molli della gola e del palato, producendo il suono del russamento. Non è una patologia in sé, ma un segnale che le vie respiratorie stanno incontrando una resistenza maggiore del solito al passaggio dell'aria.

I fattori che peggiorano il russamento

Diversi elementi influenzano l'intensità e la frequenza del russamento. L'eccesso di peso è uno dei più importanti: il grasso si accumula intorno al collo e alla gola, riducendo lo spazio disponibile per il passaggio dell'aria. La posizione supina amplifica il problema perché la gravità fa scivolare la lingua più all'indietro. L'alcol e i sedativi riducono ulteriormente il tono muscolare della faringe. Anche le ostruzioni nasali, come il setto deviato o la rinite allergica, forzano il respiro a passare più velocemente per la bocca, aumentando le vibrazioni.

L'invecchiamento naturale riduce l'elasticità dei tessuti della gola. Con il tempo, i muscoli della faringe perdono tono e diventano più soggetti al collasso.

Quando il russamento diventa un segnale d'allarme

Se il russamento è occasionale e non accompagnato da altri sintomi, il rischio per la salute è minimo. Diverso è il quadro quando il russamento è frequente e intenso, soprattutto se la persona che dorme vicino a te segnala pause respiratorie o risvegli improvvisi. Questi ultimi possono indicare apnea notturna ostruttiva, una condizione in cui le vie aeree si chiudono completamente durante il sonno, interrompendo il flusso d'aria per alcuni secondi. Durante queste pause il cervello non riceve abbastanza ossigeno, e il corpo si sveglia di riflesso per riprendere il respiro.

L'apnea notturna, se non riconosciuta e trattata, espone a rischi cardiovascolari nel lungo termine: ipertensione, aritmie cardiache, infarto e ictus diventano più probabili nel corso degli anni.

Come proteggere il sistema respiratorio durante il sonno

Se il russamento è ricorrente, i cambiamenti dello stile di vita rappresentano il primo passo di prevenzione. Mantenere un peso stabile riduce il grasso depositato intorno alle vie aeree. L'attività fisica moderata, come una camminata quotidiana di trenta minuti, migliora il tono muscolare generale e rinforza anche i muscoli della faringe nel tempo.

Evitare alcol nelle ore serali e limitare i sedativi senza indicazione medica riducono il rilassamento eccessivo dei muscoli respiratori. Dormire su un fianco invece che supino aiuta la lingua a restare in una posizione meno restrittiva. Anche un buon drenaggio nasale è importante: se soffri di allergie o congestioni nasali, affrontarle con il medico riduce il ricorso alla respirazione orale.

Se le vie aeree sono ostruite da setto deviato o ipertrofia adenoidea importante, uno specialista otorinolaringoiatra può valutare se un intervento sia necessario.

Il riposo di qualità ha effetti a lungo termine

Un sonno profondo non disturbato da russamento frequente o apnee significa che il cervello passa la notte giusta raccogliendo informazioni, consolidando memorie e rigenerando i tessuti. L'ossigeno raggiunge tutti i distretti corporei in modo regolare, il cuore mantiene un ritmo stabile, e la pressione arteriosa non subisce picchi improvvisi dovuti ai risvegli ripetuti. Nel corso di settimane e mesi, questi piccoli miglioramenti si sommano: la pressione arteriosa tende a stabilizzarsi, la stanchezza diurna diminuisce, e il rischio di eventi cardiovascolari nel decennio successivo si riduce in modo misurabile.

Il russamento non è una condanna genetica. È il corpo che comunica che qualcosa nell'equilibrio respiratorio durante il sonno ha bisogno di attenzione. Prestare ascolto a questi segnali oggi significa proteggere il sistema cardiovascolare e il benessere generale nei prossimi anni.