Hai 100 euro al mese da investire ma non sai da dove iniziare? La risposta potrebbe arrivare da uno strumento semplice ma potente: il PAC in ETF, il Piano di Accumulo del Capitale basato su fondi quotati in Borsa. In un'epoca in cui i tassi sui conti deposito scendono e l'inflazione erode i risparmi, sempre più italiani scelgono questa strada per costruire un patrimonio nel tempo. Ma come funziona veramente? Quali sono i costi nascosti? E soprattutto: conviene davvero?

Che cos'è un PAC in ETF e come funziona

I Piani di Accumulo del Capitale, comunemente chiamati PAC, sono una strategia d'investimento che permette di accumulare capitale nel tempo investendo regolarmente somme di denaro anche relativamente modeste. Si tratta di investire una somma fissa a intervalli regolari, solitamente su base mensile.

Il meccanismo è semplice ma brillante. L'idea alla base di questa strategia è sfruttare il cosiddetto Dollar Cost Averaging, ovvero la mediazione dei costi d'acquisto. Investendo regolarmente, si compra sia quando i prezzi di mercato sono alti che quando sono bassi, ottenendo una media del prezzo pagato nel tempo. Gli ETF sono fondi a gestione passiva che replicano un indice di mercato.

Esempio concreto: mentre il titolare di un conto deposito vede il proprio 1.000 euro fruttare meno dell'inflazione, tu con un PAC da 100 euro mensili stai costruendo una posizione diversificata. Un investimento mensile di 200 euro in un piano di accumulo ETF, con un rendimento medio annuo del 7%, può portare, dopo 20 anni, a un capitale di 102.081,21 euro, a fronte di un investimento totale di 48.000 euro.

I vantaggi concreti del PAC in ETF

Un PAC in ETF offre bassi costi di gestione e una diversificazione immediata. Questo è il primo grande vantaggio. Con appena pochi euro, accedi a migliaia di titoli distribuiti globalmente.

Il vantaggio principale è la possibilità di entrare nei mercati finanziari senza preoccuparsi del cosiddetto "timing", ossia il momento ideale per investire. Con un PAC, gli investimenti vengono distribuiti nel tempo, riducendo il rischio di fare un grosso errore investendo tutto in un momento sfavorevole.

A questi si aggiungono altri vantaggi pratici:

I costi reali da considerare

Qui arriviamo al punto critico. Molti pensano che il PAC sia "gratuito" perché non vedono un addebito unico iniziale. Sbagliato. Ecco la realtà dei costi.

Quando costruisci un PAC in ETF con il supporto di un consulente attraverso un broker online o una banca, i costi da considerare sono: TER dell'ETF: 0,10-0,30% annuo sul capitale investito. E il costo di gestione del fondo, prelevato automaticamente dal patrimonio dell'ETF. Commissioni di acquisto: 1-5 euro per ogni ordine eseguito.

In aggiunta c'è anche l'imposta di bollo: 0,2% annuo sul controvalore totale del deposito titoli, addebitata trimestralmente o annualmente.

La buona notizia? Con tre broker puoi acquistare tutti i piani di accumulo in ETF in modo permanente e gratuito. I costi mensili variano da 2,95€ per un solo ETF fino a 19,85€ per 12 ETF, con due eccezioni: per gli under 30 tutti i piani sono sempre senza commissioni.

Tabella comparativa costi annuali (PAC da 100 euro mensili):

Voce di costo Importo annuale Impatto su 20 anni
Commissioni di acquisto (3€ al mese) 36€ 720€ (al lordo di rivalutazioni)
TER ETF (0,20% su capitale medio) ~12€ ~240€ (variabile con crescita capitale)
Imposta di bollo (0,2%) ~24€ ~480€ (variabile con crescita capitale)

ETF vs Fondi comuni: quale scegliere

Se ben strutturato e gestito con costanza, un PAC in ETF è il miglior piano di accumulo per chi vuole investire in modo efficiente. Ma perché?

A differenza dei fondi comuni a gestione attiva, gli ETF replicano un indice senza intervento diretto di un gestore, eliminando così commissioni elevate che spesso riducono i guadagni. Molti studi hanno dimostrato che la gestione attiva raramente batte il mercato nel lungo periodo, mentre gli ETF consentono di ottenere risultati allineati agli indici di riferimento, come il FTSE MIB o l'S&P500, a costi molto più bassi.

Gli ETF offrono costi più bassi rispetto ai fondi comuni d'investimento tradizionali. La differenza nel lungo termine è sostanziale: un costo di gestione più basso del 0,50% annuo può significare migliaia di euro in meno di commissioni su un orizzonte di 20-30 anni.

Passaggi concreti per iniziare

Sei convinto? Ecco cosa fare:

I rischi da non sottovalutare

Il PAC non è una bacchetta magica. La volatilità del mercato può influenzare il valore degli investimenti, che può salire o scendere. Tuttavia, i PAC in ETF sono particolarmente adatti per obiettivi a lungo termine, come la costruzione di un capitale per la pensione o per progetti futuri. La strategia di accumulo graduale permette di affrontare meglio le fluttuazioni di mercato, rendendo l'investimento più sostenibile nel tempo.

Secondo l'ultimo rapporto mensile dell'ABI sull'evoluzione dei mercati finanziari e creditizi di dicembre 2024, gli italiani hanno 1.811,3 miliardi di euro parcheggiati sui conti correnti. In periodi di alta inflazione, il denaro depositato in conti di risparmio perde potere d'acquisto, poiché i tassi d'interesse sono inferiori al tasso d'inflazione.

Checklist: sei pronto per il tuo PAC in ETF?

Il PAC in ETF non è uno strumento complicato, ma la sua semplicità nasconde una strategia potente. Non richiede tempismo di mercato, non richiede scelte geniali, solo disciplina e tempo. Per chi ha una visione a lungo termine e vuole costruire ricchezza gradualmente, rimane uno dei migliori alleati del piccolo risparmiatore italiano.