Le fragole arrivano dall'America centrale e meridionale, dove crescevano allo stato selvatico già migliaia di anni fa. Gli spagnoli le portarono in Europa nel XVI secolo, e da allora diventarono il frutto simbolo della primavera italiana. Una credenza diffusa sostiene che le fragole "puliscono il sangue" o abbiano proprietà disintossicanti quasi magiche. In realtà, il corpo umano disintossica da solo grazie a fegato e reni: le fragole sono semplicemente un alimento nutriente e ipocalorico, non una medicina miracolosa.

In Italia il consumo di fragole si concentra tra aprile e giugno, con produzioni significative in Campania, Piemonte e Emilia-Romagna. Una porzione di 150 grammi contiene circa 50 calorie, 0,5 grammi di grassi, 1 grammo di proteine e 12 grammi di carboidrati. La caratteristica principale è l'altissimo contenuto di vitamina C: 100 grammi forniscono circa 60 milligrammi di vitamina C, pari al 75% del fabbisogno giornaliero. Contengono anche potassio (160 milligrammi per 100 grammi), manganese, acido folico e antociani, i pigmenti che danno il colore rosso e hanno proprietà antiossidanti.

Gli antociani e gli acidi fenolici delle fragole riducono lo stress ossidativo nelle cellule. Uno studio del 2019 pubblicato da ricercatori dell'Università di Napoli Federico II ha evidenziato che il consumo regolare di fragole è associato a un miglioramento dei marcatori infiammatori in persone con sindrome metabolica. Non si tratta di un miracolo: il meccanismo è semplice. Gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi, molecole instabili che danneggiano le cellule. Le fragole hanno un indice glicemico basso (40), il che significa che non causano picchi di zucchero nel sangue, rendendole adatte anche a chi controlla la glicemia.

Come scegliere e conservare le fragole

La dose consigliata è di 250-300 grammi al giorno, circa il peso di una tazza di fragole. Si tratta di una porzione realistica, non un'astrazione. Uno studio del SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) suggerisce di consumare 150-200 grammi di frutti di bosco e fragole tra le 2-3 porzioni di frutta giornaliera. Chi ha problemi di diarrea dovrebbe moderare il consumo, visto l'alto contenuto di fibre. Chi segue una dieta a basso FODMAP per il colon irritabile dovrebbe evitare le fragole congelate e preferire quelle fresche, poiché il congelamento aumenta il contenuto di fruttosio libero.

Le fragole di stagione hanno un contenuto di pesticidi inferiore rispetto a quelle coltivate fuori stagione in serre riscaldate. Se possibile, cercare fragole locali: hanno viaggiato meno e conservano più nutrienti. Una manciata nel piatto del mattino, in insalata a pranzo o come snack pomeridiano riesce a coprire una buona parte del fabbisogno di vitamina C e antiossidanti. Non è necessario mangiarle ogni giorno, ma durante la stagione rappresentano un'opzione pratica e conveniente.