La confusione tra camomilla romana e camomilla matricaria è uno dei classici della medicina popolare italiana. Entrambe si trovano in erboristeria, entrambe promettono relax e digestione facilitata, eppure appartengono a specie botaniche diverse e hanno profili chimici leggermente differenti. La camomilla romana (Chamaemelum nobile) cresce selvatica soprattutto in Europa occidentale, mentre la matricaria (Matricaria chamomilla, detta anche camomilla comune) è più diffusa in Europa centrale e orientale. Dall'antichità greca entrambe venivano usate come infusi, ma non era chiaro fosse la stessa pianta. La fake news moderna sostiene che le due non abbiano differenze: niente di più inesatto.
Dal punto di vista chimico, le due specie condividono componenti attivi come l'apigenina e la bisabololo, ma in proporzioni diverse. La matricaria contiene circa lo 0,4-1,5% di oli essenziali e livelli superiori di cumarine, mentre la romana ha un profilo leggermente diverso con percentuali più alte di esteri. In Italia il consumo di camomilla raggiunge circa 3 milioni di tazze settimanali secondo i dati del settore erbalistico, ma raramente i consumatori sanno quale varietà stanno bevendo. Le due piante condividono anche proprietà antinfiammatorie e sedative, il che spiega come entrambe finiscano nei blend commerciali senza una vera differenziazione.
La matricaria agisce più rapidamente sull'apparato digerente grazie alla maggior concentrazione di bisabololo, un composto noto per ridurre gli spasmi intestinali. Gli studi mostrano che l'apigenina presente in entrambe ha effetti sulla ricaptazione del GABA nel cervello, meccanismo simile a calmanti leggeri. Tuttavia, i lavori scientifici su questa azione risalgono ai primi anni 2000 e rimangono circoscritti ai laboratori. La camomilla romana, più ricca di esteri, tende a un'azione leggermente più sedativa e ha un sapore più delicato. La matricaria ha note più erbacee e amare.
Come riconoscerle al banco
- Osserva il fiore: la romana ha petali bianchi più distanziati dal disco centrale giallastro; la matricaria ha petali più aderenti e il disco più rilevato
- Senti l'aroma: la romana profuma di mela dolce (il nome latino "nobile" non è casuale); la matricaria è più pungente e erbacea
- Controlla l'etichetta: deve riportare il nome botanico Chamaemelum nobile oppure Matricaria chamomilla
- Valuta il gambo: la romana ha fusti più sottili e fogliame più delicato; la matricaria è robusta e più ramificata
- Chiedi al rivenditore la provenienza: quella romana viene spesso da Regno Unito e Francia; quella matricaria da Europa centrale
Se soffri di colite o gonfiore addominale, la matricaria è la scelta più diretta perché l'azione antispasmodica è documentata e più marcata. Se cerchi un infuso serale per dormire meglio, la romana ha il vantaggio di un sapore più gradevole e un'azione sedativa leggermente superiore. I costi sono simili, quindi la differenza non è economica. Importa soprattutto la regolarità: un'infusione al giorno per almeno due settimane mostra i primi effetti su entrambe.
Non esiste una scelta "sbagliata tra le due. La matricaria è il classico della nonna italiana, disponibile ovunque e più economica. La romana è più raffinata e leggermente più efficace per il sonno. Se compri biologica, controlla che sia certificata e che il produttore sia tracciabile. Prova entrambe per una settimana ciascuna e scegli quella che ti dà risultati migliori: il corpo risponde in modo personale.
